70 anni di Repubblica: pillole di memoria

Qualche giorno fa, il 2 giugno, noi italiani abbiamo festeggiato una ricorrenza di estrema importanza: la festa della Repubblica.

repubblica italiana 46

Quest’anno in particolare ricorrevano i 70 anni dal giorno in cui si tenne il primo voto nazionale libero (dopo la dittatura fascista) e a suffragio universale, esteso cioè a tutti gli uomini e per la prima volta anche a tutte le donne maggiorenni (NB nel 1946 la maggiore età si raggiungeva a 21 anni), che furono chiamati a compiere una scelta cruciale: il 2 giugno 1946 infatti gli italiani dovettero decidere, mediante referendum, tra la conferma della monarchia o l’istituzione di una repubblica.

La consultazione, che intervenne all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale che aveva lasciato l’Italia, già annichilita da un ventennio di regime dittatoriale fascista, semidistrutta anche nelle coscienze, servì a definire in prima battuta la forma istituzionale del nostro Paese.

Si decise infatti di affidare la scelta sulla forma di stato ai cittadini, in base a quanto previsto dal decreto legge luogotenenziale n. 151 del 25 giugno 1944, che all’articolo 1 stabiliva: «dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano, che a tal fine eleggerà, a suffragio universale, diretto e segreto, una assemblea costituente per deliberare la nuova costituzione dello Stato».

Così, il 2 giugno 1946 più dell’89% degli italiani si recò alle urne e la maggioranza di essi, precisamente il 54,27% – cioè 12.717.923 di voti – scelsero la Repubblica (contro i 10.719.284 votanti, pari al 45,73%, che invece preferirono la monarchia).

Nella medesima circostanza gli italiani furono chiamati a eleggere anche i membri dell’Assemblea Costituente, cioè i rappresentanti del popolo incaricati di scrivere, discutere e approvare la nuova Costituzione della Repubblica italiana.

Tra i 556 eletti vi furono delle donne, per la prima volta ammesse anche al voto passivo (cioè alla possibilità di essere elette). Precisamente furono 21 le donne che entrarono a far parte dell’Assemblea, cioè meno del 4% del totale degli eletti (per fare un confronto, le donne elette in Parlamento nella attuale XVII legislatura sono circa il 30% del totale dei parlamentari).

Composta da esponenti di forze politiche molto distanti tra loro, ma con l’obiettivo comune di scrivere una Costituzione di matrice antifascista, l’Assemblea si insediò per la prima volta il 25 giugno 1946 e nominò suo presidente Giuseppe Saragat (che nel 1964 sarebbe poi diventato Presidente della Repubblica italiana).

1946-ripartizione-seggi-Assemblea-costituente

Benché inizialmente il tempo destinato ai lavori di stesura della Carta fosse di 8 mesi, nell’arco del 1947 il termine fu prorogato per ben due volte per consentire il completamento delle attività.

All’interno dell’Assemblea fu nominata una Commissione per elaborare e proporre il progetto di Costituzione, composta da 75 membri, di cui 5 donne. A sua volta la Commissione, presieduta da Meuccio Ruini, fu suddivisa in 3 sottocommissioni: la prima, presieduta da Umberto Tupini, incaricata del tema “diritti e doveri dei cittadini”; la seconda, dedicata all’“ordinamento costituzionale della Repubblica”, presieduta da Umberto Terracini; la terza, presieduta da Gustavo Ghidini, focalizzata sul tema dei “diritti e doveri economici”.

All’esito dei lavori nelle sottocommissioni, la Commissione dei 75 affidò a un comitato composto di 18 persone (il c.d. Comitato dei 18) il compito di procedere a coordinare i testi fino a quel momento prodotti e redigere un documento organico da presentare all’Assemblea costituente per la discussione in aula.

Il 22 dicembre 1947 l’Assemblea, con 453 voti a favore e 62 contrari, deliberò l’approvazione del testo della Costituzione della Repubblica Italiana. La stessa fu poi promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre del 1947, per poi entrare in vigore il 1° gennaio 1948.

Pillola informative sulla nostra attività:

Dal 1948 a oggi la Costituzione italiana è stata modificata 15 volte, e il prossimo autunno i cittadini italiani saranno chiamati a pronunciarsi su una nuova riforma costituzionale che investe ben 53 articoli della Carta.

Trattandosi di una riforma molto articolata e complessa, difficile da comprendere persino per gli “addetti ai lavori”, noi di Pillole Ricostituenti ci mettiamo al servizio di tutti per spiegarne i contenuti.

Per questo, a partire dalla prossima settimana, tutti i mercoledì non perdetevi i post dedicati alla revisione costituzionale in pillole!

Annunci

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...