Così è l’Europa…se vi pare – Parte I

Dalla lettura di alcuni dei nostri precedenti post emerge come oggi l’Unione europea rappresenti un tema particolarmente attuale e fondamentale per capire cosa succede intorno a noi.

Tuttavia, che cosa sappiamo davvero dell’UE?

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L’attuale assetto dell’Unione europea è frutto di un lungo processo evolutivo avviato nel 1951, anno in cui venne istituita la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) tra Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, i sei Paesi firmatati del Trattato di Parigi.

Alla base di tale accordo vi era l’idea che la cooperazione economica tra gli Stati, volta a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, avrebbe rappresentato anche un elemento di coesione politica, capace di evitare il ripetersi dei contrasti politici sfociati nella II Guerra Mondiale.

Nel tempo si sono susseguiti numerosi Trattati che hanno, di volta in volta, contribuito alla trasformazione dell’assetto istituzionale conformemente all’evoluzione degli obiettivi che gli Stati Membri intendevano perseguire.

Le principali tappe del processo evolutivo dell’UE sono:

  • 1957: con la sottoscrizione del Trattato di Roma nascono la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM). Si creano le basi per la nascita di un mercato unico.
  • 1973: ai 6 Paesi fondatori si aggiungono Danimarca, Irlanda, Regno Unito, cui si aggiunge la Grecia nel 1981.
  • 1986: viene firmato l’Atto Unico Europeo il cui obiettivo è quello di rilanciare il processo di integrazione europea e di procedere nella realizzazione del mercato unico interno. Nel 1986 aderiscono alle Comunità europee Spagna e Portogallo.
  • 1992: con il Trattato di Maastricht si inizia a parlare di Unione europea. Si pongono le basi per la creazione della moneta unica. Si parla di Europa “a tre pilastri” (Comunità europee; politica estera e sicurezza comune; cooperazione di polizia e cooperazione giudiziale in materia penale). Con il Trattato viene istituita la cittadinanza europea e la CEE diventa “Comunità europea”.
  • 1995: Austria, Finlandia e Svezia accedono all’Unione europea.
  • 1997: viene sottoscritto il Trattato di Amsterdam con il quale si riformano alcune istituzioni europee in funzione del processo di allargamento dell’Unione.
  • 2000: viene approvata la Carta dei Diritti dell’Unione Europea a Nizza, alla quale è stata attribuita la stessa valenza giuridica dei trattati dell’Unione europea solo nel 2009.
  • 2002: entra in vigore la moneta unica Euro per 11 Stati Membri (oggi 19).
  • 2009: dopo l’adesione di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria (2004) e Bulgaria e Romania (2007) e fallito il tentativo di approvare una Costituzione per l’Europa (a seguito dell’esito negativo dei referendum popolari svoltisi in Francia e Paesi Bassi), entra in vigore il Trattato di Lisbona. Viene superata la struttura in “pilastri” e si attua un rafforzamento delle competenze dell’UE.
  • 2013: la Croazia entra a far parte dell’UE. Ad oggi l’Unione europea è composta oggi da 28 Stati membri, almeno fino a quando non si saranno concluse le procedure per l’uscita del Regno Unito a seguito del referendum dello corso 23 giugno.

La disciplina relativa all’organizzazione e al funzionamento dell’Unione europea è contenuta oggi nel TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) e nel TUE (Trattato sull’Unione europea). Accanto a tali Trattati vi è, altresì, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (c.d. Carta di Nizza), nella quale sono enunciati i diritti fondamentali riconosciuti dall’UE.

L’Unione europea rappresenta un unicum all’interno del panorama internazionale, della cui natura giuridica discutono ancora gli interpreti del diritto.

Se all’origine della nascita della CECA vi erano finalità quasi prevalentemente economiche, negli anni è andata crescendo l’esigenza di promuovere un’integrazione politica e sociale.

Essa, infatti, è un’unione politica ed economica composta da Stati sovrani, i quali hanno ceduto all’Unione parti di sovranità in quelle materie che, di comune accordo, hanno deciso di affidare alla competenza esclusiva sovranazionale. Ciò significa che le competenze dell’Unione sono solo quelle conferitegli dai Paesi membri per mezzo dei Trattati, in base a uno dei principi cardine sui quali l’Unione europea si fonda: il principio di attribuzione.

Nelle materie di competenza esclusiva dell’UE, le sue decisioni prevalgono su quelle dei singoli Paesi membri (es. unione doganale). Per alcun materie è, invece, prevista una competenza concorrente tra Stati e UE: se quest’ultima, ad esempio, non interviene in un determinato aspetto della materia ambientale, tale competenza può essere esercitata dagli Stati. Infine, i Trattati prevedono anche che in alcune materie l’UE possa agire solo con misure atte a sostenere, completare e coordinare le politiche degli Stati, ma non può sostituirsi agli stessi.

In ogni caso, l’UE deve esercitare le proprie funzioni nel rispetto del principio di proporzionalità (la sua azione non deve eccedere quanto si renda necessario per il perseguimento degli obiettivi dei Trattati) e di sussidiarietà (nelle materie in cui non ha competenza esclusiva l’Unione può intervenire solo se un determinato obiettivo può essere realizzato in modo più efficace a livello comunitario e non dai singoli Stati).

I rapporti tra ordinamento interno e ordinamento dell’Unione europea sono regolati ai sensi degli articoli 11 e 117 della Costituzione: il primo ha consentito l’adesione del nostro Paese all’ordinamento sovranazionale fin dalle origini; il secondo, così come modificato dalla legge di revisione costituzionale n. 3 del 2001, prevede espressamente al primo comma che Stato e Regioni, nell’esercizio della potestà legislativa, debbano rispettare i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario (ora europeo). 

Qualche pillola in più:

  • Al momento sono in attesa di entrare a far parte dell’UE Albania, Ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia.
  • Il Regno Unito che ha deciso di uscire dall’Unione europea con il recente referendum; una volta completate le procedure di uscita, in caso volesse rientrare dovrebbe mettersi in coda a tutti gli Stati già in attesa di diventare membri dell’UE.
  • Non tutti i Paesi dell’UE hanno aderito alla moneta unica europea. Infatti l’Euro è la valuta ufficiale di 19 Paesi (costituenti la c.d. Eurozona), mentre hanno mantenuto la propria moneta Bulgaria, Croazia, Danimarca, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Svezia, Ungheria.
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