Così è l’Europa…se vi pare – Parte II

Nel post precedente abbiamo ricordato le principali tappe della storia di integrazione anche politica e sociale dell’Unione europea. In questo post, parleremo delle sue principali istituzioni.

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  • Parlamento europeo: l’unico organo i cui componenti sono eletti direttamente dai cittadini dei Paesi membri dell’Unione. Ciascuno Stato prevede con legge nazionale le modalità di elezione dei propri europarlamentari che durano in carica per 5 anni (in Italia, è la legge 18/1979). I 751 seggi sono distribuiti in maniera proporzionale alla popolazione dei singoli Paesi membri e i deputati sono riuniti non in base alla nazionalità, ma secondo i rispettivi schieramenti politici di appartenenza. All’Italia sono attributi 73 deputati. Il Parlamento partecipa con il Consiglio alla funzione legislativa dell’Unione e ha competenze anche in tema di bilancio e di vigilanza.
  • Consiglio europeo, composto dai capi di Stato e di governo dei Paesi membri, da un presidente e dal presidente della Commissione, è l’organo di indirizzo politico dell’Unione.
  • Consiglio dell’Unione europea, noto come “Consiglio dei ministri”, la sua composizione varia a seconda dei temi che deve affrontare: se, ad esempio, oggetto del Consiglio è la tutela dell’ambiente, vi parteciperanno i ministri dell’ambiente di ciascuno Stato membro. Esso, insieme al Parlamento, esercita la funzione legislativa e quella di bilancio.
  • Commissione europea, composta da un membro per ciascuno Stato, compreso il Presidente e l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Essa è l’organo esecutivo dell’UE e ne promuove l’interesse generale: infatti, i suoi membri devono agire in piena indipendenza ed autonomia dai rispettivi governi. La Commissione detiene l’iniziativa legislativa. Oltre a vigilare sulla corretta applicazione del diritto comunitario da parte degli Stati membri e a rappresentare l’UE a livello internazionale, la Commissione stabilisce gli obiettivi e le priorità dell’UE e si adopera per il loro perseguimento. Inoltre, tale organo gestisce il bilancio comunitario e può rivolgere avvertimenti agli Stati per coordinare le loro politiche economiche. Le decisioni vengono assunte di comune accordo dal collegio dei commissari i quali hanno il medesimo peso all’interno della Commissione.
  • Corte di Giustizia, composta da 28 giudici (1 per ciascun Paese Membro dell’UE) e 11 avvocati generali, tutti nominati dai Governi dei Paesi membri. Particolarmente rilevante è la competenza in via pregiudiziale attraverso la quale è possibile perseguire un’uniforme applicazione del diritto dell’UE, favorendo così anche il processo di integrazione.
  • Banca centrale europea, composta da un comitato esecutivo, un consiglio direttivo, un consiglio generale e da un presidente nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata, è indipendente dalle altre istituzioni e dai Governi e ha competenza in materia di politica economica e monetaria.
  • Corte dei conti europea, composta da un componente per ciascun Paese dell’UE, si occupa di controllare le entrate e le spese dell’UE.
  • Comitato economico e sociale europeo e comitato delle regioni, organi consultivi che assistono Parlamento, Consiglio e Commissione.

Le criticità dell’ordinamento comunitario sono emerse con maggiore dirompenza negli anni della crisi economica, in cui le rigorose politiche europee non sono sempre state accolte con favore dagli Stati membri.

Proprio a causa della crisi economica, l’UE ha deciso di rafforzare il governo della finanza pubblica: in un primo momento, ciò è avvenuto con l’adozione di alcune misure legislative contenenti criteri più rigidi e sanzioni più forti per i Paesi che, violando le politiche finanziarie dell’UE (già contenute nel Trattato di Maastricht e in quello di Amsterdam), mettono a repentaglio la stabilità dell’Unione stessa.

Sono state, inoltre, introdotte delle regole per la valutazione in sede europea dei progetti di bilancio dei singoli Stati. In particolare, con il Regolamento n. 1175/2011, è stato istituito il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche e con il Regolamento n. 473/2013 è stato introdotto un calendario di bilancio comune, oltre alla previsione di disposizioni di monitoraggio rafforzato delle politiche di bilancio della zona euro.

Inoltre, sempre nell’ottica di coordinare le politiche economiche e di rafforzare l’unione monetaria è stato sottoscritto il c.d. “Fiscal compact”, atto sottoscritto da 25 Stati membri (non hanno partecipato il Regno Unito e la Repubblica Ceca), il quale obbliga gli Stati a perseguire l’equilibrio di bilancio, cioè il pareggio tra le spese e le entrate dello Stato.

Tra gli altri obblighi è previsto che gli Stati procedano ridurre il debito pubblico se superiore al 60% del PIL.

L’Italia, al fine di dar seguito agli impegni assunti con la sottoscrizione del Fiscal compact ha approvato la l. cost. 1/2012 con la quale sono stati modificati gli artt. 81, 97, 117 e 119 della Costituzione.

Numerose sono le sfide che l’UE dovrà affrontare nell’immediato futuro, dal fenomeno migratorio ai problemi di sicurezza interna e internazionale e di lotta al terrorismo, passando attraverso le recenti spinte secessioniste. All’approfondimento di tali aspetti saranno dedicati alcuni dei futuri interventi di Pillole Ricostituenti.

Qualche pillola in più:

  • La c.d. Troika non è un organo UE, ma è un organismo di diritto internazionale formato da Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale.
  • Il Consiglio d’Europa non appartiene all’UE. Esso, infatti, è un’organizzazione internazionale composta da 47 Paesi (tra i quali anche Russia e Turchia) sorta con l’obiettivo di promuovere la tutela dei diritti dell’uomo, la difesa dei principi democratici e dello stato di diritto, così come definiti nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
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