Cariche elettive: le novità della riforma in pillole

Proseguiamo con l’analisi delle modifiche al testo costituzionale apportate dalla riforma Renzi-Boschi.

Vi sono infatti novità anche nelle modalità di formazione del nuovo Senato, della Corte costituzionale nonché per l’elezione del Presidente della Repubblica.

cavaliere

Senato della Repubblica

Secondo la disciplina vigente, il Senato è composto da 315 senatori eletti, per una durata di 5 anni, dai cittadini che abbiano compiuto 25 anni; a questi si aggiunge un numero variabile di senatori a vita, formato da coloro che sono stati Presidenti della Repubblica, salvo vi rinuncino, e da 5 cittadini nominati senatori dal Presidente della Repubblica per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Si richiede di aver compiuto 40 anni per essere eletti senatori.

Le modifiche apportate all’elezione dei senatori previste dal disegno di legge di revisione costituzionale su cui saremo chiamati ad esprimerci in autunno, dovranno essere integrate da due atti di futura approvazione: il nuovo regolamento del Senato e una legge bicamerale a ciò dedicata.

La legge di revisione costituzionale prevede che:

  • i senatori saranno in tutto 100;
  • 95 di essi non saranno più eletti a suffragio universale e diretto, ma attraverso un’elezione di secondo grado o indiretta, cioè operata dai Consigli regionali e delle Province autonome a loro volta eletti a suffragio universale dai cittadini. Essi saranno quindi rappresentativi delle istituzioni territoriali”, in linea con la volontà di fare del Senato l’organo di rappresentanza delle autonomie territoriali e di raccordo tra quest’ultime con lo Stato e l’Unione europea. In particolare, dei 95 senatori, 21 saranno scelti tra i sindaci (1 per ogni Regione e Provincia autonoma di Trento e di Bolzano) e 74 tra i componenti dei Consigli regionali e provinciali;
  • la durata del mandato dei 95 senatori coinciderà con quella degli organi territoriali di provenienza, cosicché la cessazione dalla carica di sindaco o componente del Consiglio regionale o provinciale comporterà l’automatica decadenza dalla carica di senatore;
  • il numero di seggi assegnato a ciascuna Regione sarà proporzionale alla popolazione regionale, fermo restando che ciascuna Regione sarà rappresentata da almeno 2 senatori e ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano avrà 2 senatori;
  • una legge bicamerale disciplinerà nello specifico le modalità di elezione dei senatori, di attribuzione dei seggi e di sostituzione dei senatori stessi in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o provinciale.
  • la Corte costituzionale potrà esprimersi in via preventiva, ovvero prima dell’entrata in vigore, sulla conformità a Costituzione della nuova legge elettorale del Senato, se ne facciano richiesta almeno 1/4 dei componenti della Camera o 1/3 dei componenti del Senato entro 10 giorni dalla sua (futura) approvazione. Se dichiarata incostituzionale, la legge non potrà essere promulgata né entrare in vigore;
  • il Presidente della Repubblica potrà nominare 5 senatori fra cittadini che si siano distinti per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Questi, diversamente dagli attuali senatori di nomina presidenziale, non resteranno in carica a vita, ma per 7 anni e non potranno essere nuovamente nominati.
  • senatori a vita saranno soltanto coloro che sono stati Presidenti della Repubblica, salvo rinuncia, con permanenza in carica degli attuali ex Presidenti della Repubblica.

In definitiva, il nuovo Senato conterà 100 senatori (95+5), oltre agli ex Presidenti della Repubblica.

Corte costituzionale

La Corte costituzionale è composta da 15 giudici, tradizionalmente nominati:

  • per un terzo dal Presidente della Repubblica;
  • per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative (3 eletti dalla Corte di cassazione, 1 dal Consiglio di Stato, 1 dalla Corte dei conti);
  • per un terzo dal Parlamento in seduta comune.

La riforma costituzionale interviene modificando quest’ultimo punto, prevedendo che le Camere procedano separatamente all’elezione dei 5 giudici costituzionali, di cui 3 spetteranno alla Camera dei Deputati e 2 al Senato della Repubblica.

La restante disciplina sulle modalità di costituzione della Corte costituzionale non subirà modifiche: il presidente della Repubblica nominerà i giudici con proprio decreto, mentre per le maggioranze richieste in seno alle Camere e alle supreme magistrature per l’elezione dei giudici costituzionali si continuerà a far riferimento alla legge costituzionale n. 2 del 1967. I giudici continueranno ad essere scelti tra i magistrati delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati che esercitano la professione da almeno vent’anni.

Presidente della Repubblica

Secondo la riforma costituzionale, il Presidente della Repubblica sarà ancora eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri, ma non più integrato da 58 delegati delle Regioni, come in precedenza, dal momento che le stesse saranno già rappresentate dal nuovo Senato.

È confermata l’elezione a scrutinio segreto e a maggioranza dei 2/3 dell’assemblea nelle prime tre votazioni. Cambiano, invece, le maggioranze richieste nel caso in cui non sia stato possibile eleggere il Presidente della Repubblica all’esito delle prime tre votazioni e sia dunque necessario procedere oltre: se attualmente la Costituzione esige, dal 4° scrutinio, la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea (metà+1 dei componenti), la legge di revisione costituzionale richiede maggioranze diverse, ovvero dei 3/5 dei componenti dell’assemblea, per il 4°-5°-6° scrutinio, e dei 3/5 dei votanti dal 7° scrutinio in avanti.

Per il resto nulla cambia: continuerà a poter essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 50 anni e goda dei diritti civili e politici; il mandato durerà 7 anni e potrà aver luogo la rielezione.

Qualche pillola in più:

  • il disegno di legge di riforma contiene alcune disposizioni transitorie al fine di consentire l’elezione dei senatori, nelle more dell’adozione della legge bicamerale che dovrà disciplinarla a regime;
  • le disposizioni transitorie prevedono anche la permanenza in carica degli attuali senatori a vita (compresi quelli di nomina presidenziale);
  • per la sostituzione dei giudici della Corte costituzionale eletti dal Parlamento in seduta comune “le nuove nomine sono attribuite alternativamente, nell’ordine, alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica”.

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