E come…

 

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Enti locali

L’art. 114 della Costituzione italiana stabilisce che “la Repubblica è costituita dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane, dalle regioni e dallo Stato”. Oltre alle regioni che sono enti con una particolare forma di autonomia loro espressamente riconosciuta dal testo costituzionale, gli ulteriori enti locali costituzionalmente necessari sono:

  1. i Comuni, che su tutto il territorio italiano sono circa ottomila;
  2. le Province, in totale 89, oggi, a seguito della legge Delrio 56/2014 enti amministrativi di secondo livello con funzioni molto ristrette e tassative; e
  3. le città metropolitane, che sono 13 più Roma capitale.

Si tratta di Enti territoriali di organizzazione del territorio cui la Costituzione stessa riconosce la potestà di dotarsi di un proprio statuto, di approvare regolamenti e di avere assegnate precise funzioni. Godono altresì di autonomia finanziaria nei limiti fissati dalla legge nazionale e regionale, oltre che dai vincoli europei in tema di bilancio.

L’ordinamento degli enti locali delle 15 regioni ordinarie è disciplinato dal Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), mentre gli statuti delle cinque regioni speciali contengono apposite discipline per gli enti locali del relativo territorio.

In forza del principio di sussidiarietà contenuto nell’art. 118 Cost. sono attribuite ai comuni tutte le funzioni amministrative, salvo che per garantirne l’esercizio unitario la legge statale o regionale le assegni a un livello più alto. I comuni sono enti locali a fini generali, e per espressa previsione del TUEL ad essi spetta il compito di fare quanto necessario per la cura degli interessi e la promozione dello sviluppo di quanti, persone e imprese, risiedono nel loro territorio. Per questo, spetta loro un numero molto ampio di funzioni che vengono loro attribuite dal Tuel e dalle leggi regionali. Ruolo centrale nella gestione del comune compete al sindaco cui il Tuel attribuisce la facoltà di approvare ordinanze per far fronte a crisi, anche di natura sanitaria.

In ragione di ciò i sindaci hanno svolto un ruolo centrale nella gestione dell’emergenza Covid19, attraverso l’emanazione di una serie di ordinanze contingibili e urgenti contenenti misure volte a contenere il contagio nel territorio comunale e a erogare e gestire strumenti di assistenza sociale ai cittadini residenti (ad esempio i buoni spesa). 

A causa della pandemia, le elezioni comunali delle amministrazioni in scadenza, che avrebbero dovuto svolgersi in tarda primavera, sono state rinviate all’autunno 2020.

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Eurobond

Sono un ipotetico modello di obbligazioni di debito pubblico, emesse e garantite in forma congiunta dagli Stati dell’area euro. Per poter adottare un modello di questo tipo, sarebbe necessaria la creazione di un’apposita Agenzia europea che si facesse carico dell’emissione degli eurobond. In tal modo, i nuovi eurobond si baserebbero su una forma di responsabilità congiunta per i debiti pubblici dei Paesi dell’Eurozona: si passerebbe, pertanto, da una situazione di assunzione del rischio da parte del singolo paese per l’emissione dei bond a un assetto di condivisione del rischio a livello collettivo.

Nella situazione di emergenza attuale, si è parlato dell’eventuale utilizzo di bond circoscritto alla copertura dei debiti contratti dagli Stati dell’Eurozona in seguito alla crisi legata all’emergenza Covid-19, così da finanziare le misure necessarie al contrasto della pandemia e alla ripresa economica. Il termine che è stato coniato in un primo momento per indicare questi nuovi strumenti finanziari è quello di «coronabond». L’ipotesi di istituire strumenti di questo tipo ha tuttavia incontrato inizialmente lo scetticismo di alcuni paesi membri dell’Unione.

La proposta di Recovery Fund presentata dalla Commissione Europea a fine maggio 2020 prevede un fondo complessivo di 750 miliardi di euro da distribuire fra i paesi membri, finanziato per una quota di 500 miliardi da titoli obbligazionari comuni garantiti dal bilancio europeo. Si tratterebbe di bond classificati come tripla A, a lunga scadenza, sui quali verrà corrisposto un basso tasso di interesse.

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Eurogruppo

È l’organo informale che riunisce i 19 ministri dell’economia dei Paesi che aderiscono all’euro. Il suo compito principale è quello di coordinare le politiche economiche dei Paesi dell’eurozona. Vi partecipano anche il commissario per gli affari economici e finanziari e il presidente della Banca Centrale Europea. Al suo interno viene eletto un presidente, che dura in carica due anni e mezza.

Solitamente si riunisce prima del Consiglio “Economia e Finanza” (c.d. ecofin).

 

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