N come Numeri

NNumeri

Il monitoraggio di quale sia il livello di diffusione del virus Covid-19 sul territorio italiano, a livello nazionale e regione per regione, nonché la rilevazione delle conseguenze economiche dovute al lockdown avvengono per mezzo di una serie di numeri ricorrenti sui quali è opportuno fornire un chiarimento.

Il bollettino ufficiale pubblicato giorno per giorno dalla Protezione Civile nazionale fornisce un quadro generale dell’emergenza dal punto di vista sanitario. Oltre a essere indicate le cifre complessive delle persone positive, di quelle guarite e dei decessi avvenuti nel corso dell’intera pandemia, la pubblicazione quotidiana dei dati consente di operare un confronto a proposito delle variazioni percentuali quotidiane delle varie grandezze.

Alla data del 15 giugno 2020, secondo il bollettino ufficiale, nel territorio italiano i casi totali sono stati 237.290, i guariti 177.010 e i deceduti 34.371. Al momento del rilascio del bollettino, le persone ricoverate con sintomi sono 3489, mentre quelle in isolamento domiciliare 22.213.

Quelle che sono le conseguenze economiche dell’emergenza, invece, vengono descritte per mezzo di una serie di parametri di carattere economico sui quali, pure, è importante focalizzare l’attenzione. Le principali voci in questione sono:

 –        Occupazione: è un parametro misurato a livello nazionale dall’ISTAT attraverso rilevazioni di carattere campionario presso la popolazione che consentono di stimare l’ammontare degli occupati, dei disoccupati, e degli inattivi. I dati stimati vengono diffusi per mezzo di comunicati e report a cadenza annuale, trimestrale e mensile.

È classificato come occupato sia chi abbia lavorato almeno un’ora come lavoratore dipendente o autonomo nel corso della settimana di riferimento, sia chi possiede un’attività lavorativa ma non ha effettuato ore di lavoro a causa di ragioni di vario tipo (malattia, ferie, cassa integrazione…). È inquadrato come disoccupato, invece, chi si trovi senza attività lavorativa e, essendo disponibile a lavorare, è in cerca di un’occupazione. È considerato inattivo, per concludere, chi per varie ragioni non rientra nella definizione di disoccupato, perché ad esempio, pur non avendo occupazione, non è disponibile a lavorare e non sta cercando un lavoro.

–        Tasso di occupazione: la percentuale di occupazione della popolazione è data dal rapporto fra il numero totale di lavoratori occupati e l’ammontare complessivo della popolazione in età lavorativa (solitamente, viene presa come riferimento la fascia di età fra i 15 e i 65 anni).

–        Tasso di disoccupazione: la percentuale di disoccupazione è data dal rapporto fra il numero totale di disoccupati e l’ammontare complessivo della forza lavorativa (consistente nella somma fra occupati e disoccupati).

–        PIL (Prodotto Interno Lordo): è un parametro dato dal valore monetario dei beni e dei servizi prodotti dal sistema economico all’interno del territorio nazionale di uno Stato in un determinato intervallo di tempo. È una grandezza definita come lorda perchè non tiene conto degli ammortamenti, ossia della perdita del valore dei beni, a causa dell’obsolescenza tecnologica o dell’usura materiale. L’ISTAT fornisce stime del PIL italiano a cadenze temporali trimestrali o annuali.

–        Deficit (disavanzo): è una grandezza che fa riferimento al bilancio di uno Stato, di un ente pubblico o territoriale. Si può parlare di disavanzo quando le uscite eccedono le entrate. È possibile fare fronte al disavanzo mediante diversi strumenti, fra cui l’emissione di titoli del debito pubblico.

Il ricorso al disavanzo da parte dello Stato e delle istituzioni pubbliche è generalmente limitato dai vincoli di bilancio previsti a livello di ordinamento europeo e nazionale.

–        Debito pubblico (vedi relativa voce).

–        Rapporto deficit/PIL (vedi voci Bilancio e Fiscal compact).

–        Rapporto debito/PIL (vedi voci Bilancio e Fiscal compact).

Nella bozza del Documento di economia e finanza pubblicata il 23 aprile 2020, è stato stimato che il mercato del lavoro italiano, in seguito all’emergenza dovuta al virus Covid-19, subisce per il 2020 un calo del tasso di occupazione di più di due punti percentuali, più contenuto di quanto effettivamente si sia contratta l’economia reale, grazie all’impiego degli ammortizzatori sociali e all’estensione della cassa integrazione in deroga. Nonostante le tutele previste per i lavoratori dipendenti, la crisi interessa in maniera più accentuata alcune categorie di lavoratori, come quelli stagionali e quelli con contratti a termine.

Il peggioramento della situazione complessiva del mercato del lavoro porta, in previsione, a un aumento del tasso di disoccupazione fino all’11,6% per il 2020.

Per quanto riguarda il PIL, il Documento di economia e finanza ha stimato una perdita del PIL nominale per il 2020 pari a 126,3 miliardi, corrispondenti all’8% del PIL 2019. Si passa così da un PIL corrispondente a 1787,7 miliardi per il 2019 a un PIL pari a 1661,4 miliardi per il 2020.

Dal punto di vista del deficit, tenendo conto anche di quelle che sono le misure straordinarie adottate, il disavanzo netto è stimato a una percentuale pari al 10,4% del PIL per il 2020 (rapporto deficit/PIL). L’ammontare globale del debito pubblico è previsto pari al 155,7 per cento del PIL a fine 2020 (rapporto debito/PIL).

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