R come Recovery Fund e Regione

 

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Recovery Fund

È una proposta avanzata dalla Francia a inizio aprile 2020 e approvata dal Parlamento europeo il 17 aprile 2020, nonostante l’opposizione dell’Olanda e di altri paesi del Nord Europa. Si tratterebbe di un importante pacchetto di investimenti per la ripresa e la ricostruzione a sostegno dell’economia europea dopo la crisi. È una misura ulteriore rispetto al MES, al piano elaborato dalla BEI e al SURE. 

Dovrebbe finanziare progetti legati alla transizione energetica, all’economia circolare e al digitale, che possano essere idonei a risollevare l’economia dei paesi danneggiati dalla crisi del Covid19. 

È attualmente in corso fra i governi dell’Unione Europea un confronto a proposito delle modalità di finanziamento del fondo e sulla possibilità che possano essere erogati, attraverso di esso, prestiti ai singoli Stati membri, sovvenzioni a fondo perduto o un mix di entrambe le misure. In ogni caso, il 23 aprile il Consiglio europeo ha approvato la costituzione del recovery fund, dando mandato alla Commissione europea di studiare soluzioni di fattibilità da presentare entro il 6 maggio p.v. Spetterà alla Commissione fornire un approfondimento che valuti la diffusione del Covid-19 sul territorio dell’UE e le relative conseguenze economiche diversificando l’impatto per settori produttivi e aree geografiche.

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Regione

Ente territoriale caratteristico degli stati regionali. L’autonomia delle Regioni italiane è disposta in Costituzione o dagli statuti di autonomia (per le sole regioni speciali). Ogni regione è dotata di uno statuto che ne disciplina il funzionamento e l’organizzazione. Gli organi di governo della regione sono il Consiglio, la Giunta, il Presidente e il Consiglio delle Autonomie. 

Il consiglio è eletto dai cittadini della regione. Gli statuti possono inoltre decidere se anche il Presidente sia eletto direttamente dalla popolazione o, in alternativa, se esso venga scelto in un secondo momento rispetto alle elezioni, dal nuovo consiglio. Se Presidente e Consiglio vengono eletti entrambi dai cittadini della Regione, le elezioni si svolgeranno nella medesima data e vigerà il principio del aut simul stabunt aut simul cadent, cioè, le dimissioni o la cessazione della carica di un organo, comportano automaticamente la cessazione anche dell’altro, con conseguente ritorno alle urne per nuove elezioni.

Le Regioni italiane godono di autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria.

Ciò significa che possono approvare leggi: nelle materie di competenza concorrente con lo Stato (art. 117, 3 comma, Cost.), quest’ultimo stabilirà la disciplina generale e le Regioni interverranno con propria normativa di dettaglio. Nelle materie di competenza residuale (art. 117, 4 comma, Cost.), cioè tutte quelle (poche per la verità) che non sono di competenza esclusiva dello Stato o concorrenti, spetta alla Regione l’intera disciplina. Viene riconosciuta alle Regioni anche la potestà regolamentare, cioè norme di rango secondario subordinato alla legge.

Quanto alla potestà amministrativa, in virtù del principio di sussidiarietà, tutte le funzioni sono in prima battuta attribuite al comune, cioè all’ente più prossimo al cittadino, e trasferite a livello più alto (per esempio la Regione), solo in caso questo non sia in grado di assolverle.

Infine, le Regioni godono di autonomia finanziaria. Ciò comporta che dispongano di un proprio patrimonio, e abbiano autonomia di entrata e di spesa, pur se nei limiti dei vincoli imposti dalla normativa statale ed europea in tema di bilancio. Anche le Regioni, come tutti gli enti territoriali sono tenute alla Redazione di un bilancio annuale che rispetti le regole in tema di equilibrio di bilancio per cui eventuali sforamenti dai parametri comportano l’attivazione di meccanismi sanzionatori. La gestione virtuosa dei conti invece viene riconosciuta mediante meccanismi premiali e la possibilità di accesso all’autonomia differenziata di cui all’art. 116, 3 comma Cost.

Ogni Regione quindi ha un ordinamento proprio che la differenzia dalle altre.

Coinvolge tutte e tre le competenze sopra citate la gestione della tutela della salute sul territorio, funzione in larga parte demandata alle Regioni. Le Regioni condividono infatti con lo Stato la competenza in tema di garanzia del diritto, di assistenza sanitaria e di ricerca scientifica, assicurano i relativi servizi e dispongono di risorse per farvi fronte. In tale contesto, la legge istitutiva del SSN affida al Presidente della Regione la facoltà di emanare ordinanze contingibili e urgenti in materia di igiene e sanità pubblica. 

Nella gestione dell’emergenza Covid, tale competenza ha legittimato i Presidenti di Regione a intervenire con misure intese a contenere il contagio, talvolta anche in anticipo rispetto alle decisioni del Governo nazionale. I decreti legge hanno poi definito e integrato tale potere di intervento sul territorio regionale.

A causa della pandemia, ad oggi le elezioni regionali di 6 Regioni italiane a statuto ordinario (Veneto, Liguria,  Toscana, Marche, Campania e Puglia) e una Regione a statuto speciale (Val d’Aosta) che avrebbero dovuto svolgersi in tarda primavera, sono state rinviate all’autunno 2020.

 

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