Ancora R di Regolamenti governativi e Religione

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Regolamenti governativi 

Atti normativo di rango secondario (subordinato alla legge e agli altri atti aventi forza di legge). 

Le diverse tipologie di Regolamenti del Governo e il loro procedimento di formazione sono disciplinate dall’art. 17 della legge 400 del 1988. Sono Regolamenti governativi:

  • I Regolamenti del Governo: sono sovraordinati a tutti gli altri Regolamenti del Governo. Sono deliberati dal Consiglio dei Ministri, previo parere del Consiglio di Stato e visto della Corte dei Conti. Sono pubblicati con la forma di D.P.R.
  • I Regolamenti del Presidente del Consiglio: non possono dettare norme contrarie a quelle dei Regolamenti del Governo. Sono adottati dal Presidente del Consiglio, previo parere del Consiglio di Stato e visto della Corte dei Conti,  e sono pubblicati con la forma di D.P.C.M.
  • I Regolamenti Ministeriali: non possono dettare norme contrarie a quelle dei Regolamenti del Governo. Sono adottati da ciascun Ministro, o da più ministri insieme (in questo caso si parla di Regolamenti interministeriali) previo parere del Consiglio di Stato e visto della Corte dei Conti. Sono pubblicati con la forma di D.M.

In base all’ambito di discrezionalità di cui il Regolamento gode rispetto alla fonte primaria, possono essere distinte diverse tipologie di Regolamento:

  • Regolamenti di esecuzione (e stretto esecuzione): danno esecuzione ad un atto che richiede solo di essere eseguito e non lascia alcun margine per decisioni ulteriori. Il Regolamento pertanto si limita ad eseguire quanto previsto dalla legge. 
  • Regolamenti di attuazione e integrazione: operano in relazione ad atti che contengono norme di principio, colmando l’incompletezza delle decisioni che in quello sono contenute.
  • Regolamenti indipendente: intervengono in materie in cui manca del tutto la disciplina di atti di rango primario.
  • Regolamenti di delegificazione (o delegati): interviene in materie già disciplinate da atti di rango primario e li sostituisce, attraverso un procedimento molto delicato, la cui legittimità è determinata dal fatto che l’intervento regolamentare è autorizzato da una legge e che l’abrogazione dell’atto di rango primario è determinato dalla stessa legge, la quale prevede anche la disciplina di principio del Regolamento che interviene in sua sostituzione.

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Religione 

In uno Stato laico come è quello italiano, viene riconosciuta la libertà di religione e di culto a tutti. Accanto alla libertà positiva, come per tutte le libertà, esiste anche la libertà, negativa, di non professare o esercitare il culto di alcuna religione. 

L’unico limite esplicito a tale diritto è il rispetto del buon costume, cioè il sentimento medio di pudore della popolazione (che varia a seconda dei costumi della società attraverso il tempo).

Durante l’emergenza Covid-19 anche tale libertà ha subito forti restrizioni, in particolare per ciò che concerne il culto, essendo stati vietati tutte le manifestazioni di carattere religioso che implicassero la riunione di fedeli, incluse le celebrazioni pasquali.

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