U come Unione europea

 

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Unione europea

L’unione Europea un ordinamento giuridico sovranazionale fondato da 6 Paesi (Italia, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi) e che risulta  dal processo di integrazione intrapreso, e tutt’ora in atto, dai Paesi che ne fanno parte. Oggi i Paesi membri sono 27. L’immagine dell’Europa Unita inizia a comparire nei pensieri di alcuni intellettuali e politici europei già durante la seconda guerra mondiale. Nel 1941 Altiero Spinello e Ernesto Rossi scrivono il Manifesto di Ventotene, testo riconosciuto alla base del processo di unificazione dell’Europa in senso federalista. Il processo di integrazione giuridico inizia però a prendere forma giuridica agli inizia degli anni ‘50, tramite la stipulazione dei trattati internazionali che istituiscono le “tre Comunità” (CECA, CEE, EURATOM).  Il primo passo verso l’Unione viene compiuto il 18 aprile 1951, con la firma del trattato costitutivo della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio). Il 25 marzo si aggiungono i Trattati firmati a Roma e istitutivi della Comunità economica Europea (CEE) e della Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM). Si crearono così 3 comunità parallele (si parla ancora al plurale comunità europee), ciascuna dotata di proprie istituzioni e che sin dall’inizio però condividono due organi comuni: l’Assemblea parlamentare (il futuro Parlamento Europeo) e la Corte di giustizia. Nel 1965 si giunge alla totale condivisione delle istutuzioni: le tre comunità sono cioè governate dalle medesime istituzioni (Assemblea parlamentare, Corte di giustizia, Commissione e Consiglio) e funzionano con  un unico bilancio. Di qui in avanti il percorso di integrazione coinciderà essenzialmente con l’evoluzione della CEE, l’unica delle tre comunità a non avere carattere settoriale che assumerà sempre maggiore importanza. Nel 1973 inizia il primo storico allargamento (l’altro grande allargamento “ad est” avverrà nel 2004) che porterà infine alla partecipazione di 27 Paesi membri. Il termine Unione Europea (fino ad ora infattti è corretto parlare di Comunità Europee) inizia a poter essere utilizzato dal 1992,  in seguito alla firma del Trattato di Maastricht, con cui è stato modificato il trattato della CEE e con cui si è aggiunto un trattato ulteriore, detto appunto Trattato sull’Unione Europea. Con il  Trattato di Maastricht l’integrazione europea assume una struttura detta a 3 pilastri:

  1. Il primo pilastro era formato dalle preesistenti comunità e dai rispettivi trattati (la Ceca e trattato di Parigi, la comunità Euratom con trattato di Roma e infine la vecchia Comunità Economica Europa, che diventa Unione Europea ed è retta dal Trattato CEE e dal Trattato UE). Il primo pilastro verrà gestito secondo le norme del diritto europeo.
  2. Il secondo pilastro era costituito dalla politica estera e di sicurezza comune 
  3. Il terzo pilastro dalla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale 

 Il secondo e il terzo pilastro erano disciplinati con approccio inter-governativo, secondo l’accordo dei governi nazionali e dunqua con metodo più simile a quello proprio del diritto internazionale.

Al percorso di integrazione si aggiunge poi, nel 2001, una Carta dei diritti (conosciuta come Carta di Nizza) a cui il Trattato di Lisbona riconoscerà, nel 2007, il medesimo valore giuridico dei Trattati istitutivi. Nel 2007 viene dunque firmato il Trattato di Lisbona (che entra in vigore nel 2009) che da all’Unione personalità giuridica internazionale, superando la struttura dei  tre pilastri.

L’Unione Europea oggi è un’organizzazione sovranazionale fondata su due trattati istitutivi: il TFUE Trattato sul funzionamento dell’UE (ex TCEE) e il TUE Trattato sull’UE, composta dai seguenti organi:

  • Il Consiglio Europeo (art. 15 TUE; artt. 235-236 TFUE) che ha la funzione di determinare l’indirizzo politico dell’Unione. E’ composto capi di Stato o capi di Governo degli Stati membri, dal suo presidente e dal presidente della Commissione e ha sede a Bruxelles.
  • Il Consiglio dell’Unione Europea (art. 16 TUE; artt. 237-243 TFUE) a cui è attribuito, insieme al Parlamento, potere legislativo. La sua composizione è variabile per materia, essendo composto da un rappresentante per Stato a livello di ministro competente per la materia di cui si tratta. Ha sede a Bruxelles.
  • Il Parlamento (art. 14 TUE; artt. 223-234 TFUE) a cui è attribuito, insieme al Consiglio dell’Unione Europea,, potere legislativo. E’ composto di  705 da maggio 2019 eletti per 5 anni direttamente dai cittadini europei sulla base di leggi elettorali nazionali sulla base di  principi generali comuni (su tutti il principio proporzionale). La sede della plenaria è a Strasburgo, altri uffici sono a Bruxelles e Lussemburgo.
  • La Commissione (art. 17 TUE; artt. 244-250 TFUE) ha il potere di iniziativa legislativa, svolge poteri normativi delegati e controlla l’applicazione negli Stati membri delle regole europee. E’ composta da un membro per ogni Stato, incluso il Presidente della Commissione, che stanno in carica 5 anni. Il Presidente della Commissione è scelto dal Consiglio Europeo (che deve tenere conto delle elezioni) e deve essere approvato dal Parlamento. Ha sede a Bruxelles.
  • La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (art. 19 TUE; artt. 251-281 TFUE) che assicura il rispetto del diritto europeo e la corretta applicazione dei Trattati. E’ composta da un giudice per ogni Stato membro, più 11 Avvocati generali. Ha sede a Lussemburgo.
  • E’ l’istituzione europea che svolge la funzione di banca centrale per i 19 Stati membri dell’Unione europea che hanno adottato l’euro. Ha sede a Francoforte.  Il suo compito principale è quello di attuare la politica monetaria dell’eurozona.

L’Unione Europea sta svolgendo, fin dalle prime fasi, attraverso le sue istituzioni, un fondamentale ruolo di coordinamento della risposta normativa e soprattutto di supporto all’azione degli Stati membri. Il suo ruolo però emergerà soprattutto nella fase della ripartenza, quando saranno decisive le scelte assunte in riferimento agli strumenti economici da mettere in campo per la il sostegno alla ripresa economica degli Stati membri maggiormente colpiti.

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